gli avvoltoi: il grido rock di libertà

la storia del testo

La prima volta che Claudio mi fece ascoltare il riff di chitarra e la parte ritmica de Gli Avvoltoi fui trascinato nel mondo dei cartoon anni ’80-90..

Per me è stato un richiamo in un periodo dove le sigle di queste stupende serie erano delle vere e proprie Hit, elaborate, strutturate e musicate alla perfezione.

Eppure il brano non è un ritorno nostalgico in quegli anni stupendi, è moderno, trascinante, libero.

Ho sentito il bisogno di far esplodere il cantato in voce di petto sulla parte delle strofe, petto esteso nella parte dei ritornelli e come nei cartoon dove i Robot salvano la terra da forze di regni sotterranei, risvegliatisi dopo millenni, ho voluto creare un’atmosfera in parte in parte oscura.

La storia de Gli Avvoltoi nasce da un racconto (come solitamente scrivo) scremato per far nascere la forma canzone.

Da questo racconto coglie il contrasto tra mondo razionale e irrazionale, psichedelico, notturno. E’ un viaggio dove l’eroina de La Fiaba Viola incontra nella cosmogonia gli dei che la proteggeranno dai terribili egoismi che emergono nella sfera dove cammina.

L’evento scatenante è stata una foto inviatami da una persona che in un momento di piccolo smarrimento interiore sentiva il bisogno di staccare, “riposare”, come sottolineo nel brano.

In quella foto paradossalmente ho visto la forza sommersa di questa eroina quanto il bisogno di una protezione irrazionale che in quel momento inconsciamente chiedesse.

Da qui nasce un testo pieno di energia, riflessivo, con tanta positività che lo colora e descrive.

Gli Avvoltoi sono tutte quelle persone vicine o lontane che portano via la vitalità con colpi inaspettati o meno. Gli Avvoltoi sono tutti coloro che discriminano, non accettano la diversità, personaggi ambigui nel mondo del lavoro, della scuola, nelle istituzioni, nelle amicizie come nel fanatismo religioso.

Gli Avvoltoi sono coloro che vivono sostenendosi con l’invidia, la gelosia e la morbosità, cercando di privare ogni forma di libertà del loro vicino. Questa deviante comportamento potremmo chiamarlo più semplicemente “vampiresco” ma la differenza sta nel fatto che Gli Avvoltoi ti colpiscono alle spalle o in faccia senza pesarci troppo.

Un inno alla libertà sostenuto da un Rock potente, senza fronzoli e come sempre diretto!

Alessandro Dionisi

la musica

Gli Avvoltoi è quel classico brano che personalmente penso dia un fomento della madonna specialmente quando sei live….Infatti non a caso spesso lo suoniamo per ultimo per lasciare in qualche modo un po di adrenalina ……

Quando iniziai a comporre il pezzo onestamente non avevo ben chiaro cosa volessi fare… imbracciai la chitarra e semplicemente iniziai a buttare giù qualcosa ma inizialmente senza successo…Ad un certo punto mentre stavo suonando(non con l’intenzione di comporre il brano) ecco li che sentii subito dentro di me che quel riff che stavo suonando sarebbe stato perfetto per il nostro brano..

Ho messo subito una distorsione bella pronunciata all’inizio appunto per dare da subito una spinta maggiore…sentivo che quel brano sarebbe stato d’impatto immaginandoci delle parole forti…come poi è il nostro modo di esprimere la musica…SENZA PELI SULLA LINGUA….

Dall’intro alla strofa sempre distorta e con ritmiche belle pronunciate il ritornello doveva essere altrettanto d’impatto ma come dire con un suono leggermente più disteso..aggiungendo un pizzico delay che a mio avviso in questo contesto non stava niente male…

Lo scoglio più grande era dopo il secondo ritornello che onestamente anche provando e riprovando in sala prove non avevamo ancora ben chiaro come poter continuare…Non è stato immediato lo lavorammo anche con i passati musicisti esattamente lo scorso anno.. pensando ad un finale cross-over (che chiamavamo BOMBARDONE)….

Il pezzo per un pò fu in stand by fino a che iniziamo di nuovo a lavorarlo con Alberto(batterista) e Isvard (basso).. e li per li stesso discorso dopo il secondo ritornello in qualche modo rimanevamo inchiodati… fino a che un giorno suonandolo sentii che la cosa migliore era fare la cosa più semplice:non suonare(mi riferisco alla chitarra)..Lasciai un feedback lungo che piacque subito a tutti… e ci sentimmo trasportare..

Il finale dopo averlo provato in qualche sessione in sala è stato semplicemente una conseguenza.. e sentendo la sessione ritmica giocare con le dinamiche e continuando a pestare come l’uva ho inserito il mio riff effettandolo ,come amo solitamente fare, col wha-wha che dà quel tocco di acidità..

Il brano come torno a ripetere mi da un gran fomento ed è uno spasso suonarlo live…..e poi il finale si presta molto per far lanciare ALE dal palco ahhaha……..


Claudio Scorcelletti

Il brano uscirà il 19 Aprile e sarà sponsorizzato in tutte le radio locali e nazionali in collaborazione con l’ufficio stampa L’altoparlante
Ci si vede su qualche frequenza radio…..RadioAttiva Rock Italiano

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